Penne integrali con fichi e prosciutto e crostata con crema di mandorle e nocciole e fichi viola al Porto

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Saltavamo il fossato sul ciglio della strada non ancora asfaltata, serviva a far scorrere l’acqua della pioggia.

Ci piaceva, dopo la pioggia , giocare con le barchette di carta nel fossato a qui riusciva a farle  arrivare il più lontano prima di essere trascinate e investite dalla corrente d’acqua.

Saltavamo dall’altra parte della strada e correre nelle piccola viuzza formatasi via via che noi ci passavamo con il peso dei nostri passi.

Era il nostro passatempo preferito specie in settembre, quando ancora non c’era  scuola. Ci piaceva quel grande campo ricco di vigneti, uliveti, quercie e di alberi da frutto.

Era il contato con la natura, pulita allora, e dei giochi improvvisati.

Rubavamo i frutti, caldi dal sole e dolcissimi per il loro miele che colava a gocce, dei fichi viola ormai maturi. Ci sporcavamo le mani, le braccia , le gambe, i vestiti della linfa sui rami ed i tronchi dell’albero.

Appicicavano le mani e le labbra dopo averne mangiato e mangiato fino ad esserne sazi!

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Penne integrali con fichi viola, prosciutto crudo e porto

(versione simile qui)

per 4 persone

  • 380 g di penne integrali
  • 6 fichi viola non troppo mature
  • 4 fette di prosciutto crudo ( quello che abitualmente preferite)
  • 1 piccola cipolla bianca
  • 2/3 steli di coriandolo tratato finissimo o se preferisci del prezzemolo
  • olio extra vergine d’oliva
  • 5 cl di liquore Porto
  • sale e pepe

 

Metti a bollore abbondante acqua leggermente salata. Versa la pasta e falla cuocere secondo le istruzioni del pacchetto e comunque al dente.

Nel frattempo ,in una padella antiaderente e che possa contenere anche la pasta, versa 2/3 cucchiai d’olio. Affetta la cipolla finemente e falla rosolare nell’olio per qualche minuto, aggiungi il prosciutto tagliato a listarelle ed il  coriandolo tritato molto finemente o il prezzemolo ed abbassa la fiamma al minimo. Taglia in quattro i fichi e buttali nella padella facendoli insaporire nel condimento. Condisci con sale e pepe a tuo gusto ed infine sfuma con il Porto alzando la fiamma.

Appena la pasta é al dente, ( io la verso un minuto prima della cottura prevista sul pacchetto) gettala senza proppo sgocciolarla nella padella e a fiamma alta falla saltare insaporendola per bene nel condimento, aggiungi acqua di cottura della pasta per mantecarla bene, aggiusta di sale e pepe (abbondante per me) e ancora del prezzemolo tritato. Servi immediatamente.

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Tarte amandine con nocciole e fichi al porto.

Per 8/10 porzioni

Una pasta frolla ( io ho usato quella di mia mamma all’olio evo)

  • 6/8 fichi viola
  • 1 dl di Porto bianco ( o altro liquore)
  •  2 cucchiai di zucchero a velo

Per la crema

  • 90 g di burro morbido
  • 60 g di zucchero di  canna scuro
  • 1 cuchiaino di cannella in polvere
  • 2 uova di grandezza media
  • 20 g di farina di nocciole
  • 55 g di farina di mandorle
  • 1 cucchiaio colmo  di Maizena

Prepara la pasta frolla come tua abitudine o segui la ricetta del link sopra indicato.  Prepara uno stampo rettangolare di 35 cm do lunghezza e 11 cm di larghezza. ( puoi usare anche uno stampo tondo).

Fodera lo stampo ben imburrato ed infarinato della pasta frolla, togli la parte eccessiva di pasta e conservala per altro uso. Bucherella il fondo e mettila in frigo per 15/20 minuti.

Tagli i fichi in due e mettili in una ciotola coprendoli dell liquore e di un cucchiaio di zucchero a velo.

Accendi il forno a 190°C.

Prepara la crema. Con le fruste monta il burro con lo zucchero e la cannella, fino a renderlo spumoso.Aggiungi uno per volta le uova fino ad integrarle per bene nel burro.Infine aggingi le due farine di mandorle e di nocciole e la Maizena.

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Prendi lo stampo con la frolla e distribuisci la crema sul fondo. Poi i fichi ( come foto) senza lo sciroppo che terrai da parte. Inforna per 50 minuti circa. 10 minuti prima della fine del tempo se la crostata é troppo scura ricoprila con foglio di carta forno e continua la cottura.

Toglila dal forno e mettila su di una griglia lasciandola nello stampo. versa il liquore. Lasciala raffreddare e servi.

 

 

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Penne integrali con salsa al pomodoro con rosmarino e….cose di Calabria

arance pasta

E’ da tempo che non facevo un post cosi’ vicino dopo l’altro, in vero é che, anche questa volta non potevo aspettare…..

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Mafaldine con gli ultimi pomodorini gratinati al forno, con tracce di ricotta forte, salsa alle acciughe e cipolle di Tropea.

Mafaldine
A volte esco a passaggiare da sola.

La domenica pomeriggio, anche se non c’é il sole e fa umido, mi copro con uno scialle caldo ed esco, due passi fanno bene. Conosco questi luoghi, le stradine solitarie del piccolo villaggio che abito da più di dieci anni. Conosco le case che costeggiano la stradina che porta fuori dal paese , un tratto é solo campi, ora incolti,  campi infiniti che fanno respirare. Anche la terra ad un certo punto deve respirare.

novembre- campi, foglie, viale

Io abito al centro, la parte più vecchia del villaggio, proprio vicino la piccola chiesa e c’é una piazza, piccola ma sufficiente per contenere la festa del paese, con giostre e mercatini, abitualmente nel mese di giugno, quando si popola di bimbi e mamme e papa e nonne e nonni e di giovani.

Oggi pomeriggio é vuota, é sempre vuota  tutte le domeniche dell’anno tranne che quando c’é la festa e quando c’é la messa, una volta al mese.

foglie

Lungo il mio tragitto verso il parco, per non raggiungere nulla,  incontro poche persone, quasi niente. Incontro tanti alberi, con le foglie d’oro, rosse e arancio che stanno sui rami a malapena e che colorano e rallegrano un cielo grigio e poi poco per volta multicolorano la terra.

Foglie

Infondo adoro questo silenzio delle foglie che cadono ed il loro profumo , anche se…..

Parco
…..Non so’ perché ma quando esco a passeggiare da sola cerco sempre di incontrare facce familiari, consapevole che é del tutto impossibile. Cerco nelle facce che incontro, tratti, uno sguardo , anche un lieve pensiero familiare che mi possa somigliare, che possa aprire un’ istante nella mia mente una conoscenza, un ricordo, qualcuno che conosco.



Ricetta integralmente italiana (tranne gli ultimi pomodorini del mio giardino), con sapori caldi e sapidi ottenuti dal gusto forte della ricotta pugliese, dalle acciughe sott’olio del mio paese , addolcito  dall’ultima cipolla rossa di Tropea.

Piatto antico - pomodorini gratinati,acciughe,cipolle e pasta

Mafalde corte con pomodorini farciti con tracce di ricotta forte e salsa alle acciughe e cipolle rosse di Tropea

Ingredienti per 4 persone:

400 g di pasta Garofalo formato mafalde corte
200 g circa di pomodorini ciliegie ( ultimi pomodorini ritrovati sulle mie piantine qualche settimana fà)
2 cucchiai di mollica di pane raffermo
1 spicchio d’aglio
2 cucchiaini di ricotta forte ( formaggio cremoso di capra molto pungente pugliese)
erbe aromatiche secche (timo,origano,maggiorana)
4 filetti di acciughe sott’olio
1 piccola cipolla rossa di Tropea
olio estravegine d’oliva

Preparate i pomodorini tagliandoli a metà, estraetene i semini. Macinate la mollica di pane raffermo (meglio se casareccio) in un mixer insieme alla ricotta, le erbe aromatiche, un cucchiaio di acqua, due di olio e lo spicchio d’aglio. Aggiustate di sale e pepe. Farcite con questo composto i pomodorini. Disponeteli in una teglia irrorareli di olio e passateli in forno a 100°C. per una 20 di minuti.



Preparate una grande pentola di acqua salata per cuocere la pasta al dente.

Nel frattempo preparate la salsa di cipolle: In una padella antiaderente, abbastanza grande per contenere la pasta, versare due/tre cucchiai di olio, aggiungere le acciughe e farle sciogliere a fuoco dolce, aggiungere la cipolla affettata sottilmente. Mescolate bene facendo insaporire con sale e pepe. Fate appassire le fette di cipolle per 3/4 minuti.
Quando la pasta é quasi cotta, con un mestolo forato versarla nella padella con la salsa di cipolle, finire la cottura amalgamando bene nella salsa. Infine aggiungere i pomodorini gratinati nel forno e mescolare delicatamente. Servite subito.