Garganelli con cime di rape e salsicce e polpettine di pane alle noci

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Per poter rientrare in Francia dalla Calabria con l’anima in pace ho dovuto svuotare mezza valigia.

Ho lasciato una serie di oggetti personali, di cui “puoi fare a meno” sostiene con forza mia mamma, almeno per altre due o tre settimane.

Come si fa a rifiutare  le salsiccie, l’origano, le olive verdi appena fatte e messe appositamente sottovuoto, dei biscotti caserecci calabresi, che poi non si sa mai durante il viaggio potresti avere voglia di sgranocchiare, il formaggio fresco , sempre sottovuoto, il pecorino stagionato  e la confettura di fichi della mia cara amica e perché non pure due fasci di cime di rape, appena colte pulite e ancora sudate di rugiada?

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Ora aspetto il corriere che mi  recapiterà il pacchetto con le cose lasciate  e di sicuro qualche altro tesoro calabrese lo trovero’.

Per 4 persone

  • 380 g di garganelli fresche
  • 1 salsiccia semi fresca piccante di preferenza
  • 1 fascio di rape ( circa 500 g)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • Olio extra vergine d’oliva
  • sale e pepe

Per le polpettine

  • 250 g di mollica di pane fatto in casa di qualche giorno
  • 50 g di noci mixate finemente
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • un cucchiaio colmo di  *formaggio pecorino semi- stagionato
  • 1 uovo intero
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • latte
  • Olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe

Prepara le rape, elimina le foglie più dure esterne e taglia le cimette spezzandole facilmente dallo stelo. Mettile in uno scolapasta e  lavale sotto l’acqua corrente per bene. Poi versale in una terrina senza sgocciolarle troppo.

Prepara le polpette. In una ciotola metti la mollica di pane passata nel mixer insieme a mezzo spicchio di aglio, aggiungi le noci mixate finissime ed il formaggio, il prezzemolo, l’uovo sale e pepe e  poco latte per ammorbidire l’impasto.  Amalgama il tutto finché ottieni un’impasto compatto e morbido ma non appiccicoso. Copri con pellicola alimentare e fai riposare per 15 minuti circa.

Prepara una padellina con un fondo di olio evo o se preferisci olio di semi. Riprendi l’impasto delle polpette e forma delle palline come noci. Accendi la fiamma e fai friggere dolcemente le polpettine fino a farle dorare da tutti i lati. Mettile via via su carta assorbente e tienile da parte.

Prepara un’altra padella abbastanza capiente e versa dell’olio ( 4/5 cucchiai) lo spicchio d’aglio intero la salsiccia tagliata a pezzetti e le cime delle rape gocciolanti. Sala poco e a fiamma dolce fai stufare per 10 minuti coprendo. Falle saltare nella padella di tanto in tanto controllando che non si asciughino troppo. Appena la salsiccia diventa dorata versa il vino e fai evaporare. Ricopri con coperchio e falle intenerire ancora per un minuto Poi aggiungi le polpettine e mescola l’insieme. Aggiusta di sale e cospargi  di un’abbondante macinata di pepe nero.

Fai cuocere la pasta in abbondante acqua poco salata e scola al dente versa direttamente nella padella con le rape e le polpette. Fai saltare il tutto insieme.

Servi cospargendo di formaggio grattugiato, pecorino di preferenza e fiocchi di peperocino piccante.

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Ricette Piccanti puoi trovarle sul mio Ebook”Piccante come la vita”

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Minestrone con zucca e funghi misti alla birra

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Mentre scrivo guardo la luce che filtra dalla porta finestra della  veranda. Comincia ad essere dorata, più calda.

Non c’é dubbio che io ami il caldo, il sole cocente dell’estate, le giornate lunghe, le serate tiepide  ed il canto delle cicale (avendole) ma chissa’ perché ad un certo punto si desidera l’aria più fresca .

Rientrare a casa accolti  dal  caminetto scoppietante, dal calore delle candale profumate e da una calda copertina sulle spalle.

Chissà!!!!

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Il desiderio dell’autunno si fa sempre più insistente e quest’anno é autunno con dolcezza, piano piano.

Questo mi piace, il corpo non fa fatica ad abituarsi al cambiamento, anzi lo cerca quasi.

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Staro’ via per un po’. Vado dalla mia famiglia d’origine, in Calabria, dove le pietanze saranno all’insegna della tradizione, piatti semplici, con verdure di stagione e dell’orto di mio padre.

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Minestrone di zucca con funghi misti alla birra

Per 4/6 persone

  • 600 g di funghi misti
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 foglie d’alloro
  • 15 pomodorini
  • 2 dl di birra chiara
  • olio estra vergine d’oliva
  • un cucchiaino di origano
  • un piccolo peperoncino
  • sale e pepe
Per il Minestrone
  • 200 g di pasta tipo ditali
  • 200 g di zucca
  • 1 piccola cipolla
  • 1 piccola carota
  • 1 ramo di sedano
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale e pepe
Prepara i funghi. Raschiali con un coltellino per togliere il terriccio e le parti dure del gambo. Strofinali con uno strofinaccio umido e pulito.  Lava ed asciuga i pomodorini e tagliali in due. Lava e taglia la zucca a dadini. E preparati il battuto, tagliando la carota, il sedano e la cipolla a dadini.
In una padella versa 3/4 cucchiai di olio evo, lo spicchio d’aglio schiacciato, una foglia d’alloro ed i funghi. Falli insaporire nel condimento a fiamma media, un pizzico di sale ed il peperoncino ( facoltativo). Lascia cuocere per 5 minuti poi versa la birra nella padella e alza la fiamma per far evaporare parzialmente il liquido. In fine aggiungi i pomodorini e l’origano. Insaporisci per un minuto e spegni il gas. Metti da parte mantenendoli al caldo.
In un’altra padella, versa da 3 a 4 cucchiai di olio evo, il battuto e fai rosolare con il rametto di rosmarino. Aggiungi i dadini di zucca, mescola e fai cuocere a fiamma dolce per 8/10 minuti finché la zucca diventi tenera. Sale e pepe per finire.
Metti a bollire la pasta. Quando é a metà cottura cioé, ancora dura, scola parte dell’acqua di cottura ma lasciane abbastanza per poter finire di cuocerla. Versa i funghi e la zucca e fai insaporire insieme fino a che la pasta sia al dente. Servi cospargendo generosamente di olio evo.

 

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