Zucchine e Fiori

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Mi accoglieva sempre con i prodotti del suo giardino, dopo avermi abbracciata e stretta commosso e felice di vedermi dopo un lungo anno.

Fiero ed entusiasta di mostrarmi il suo lavoro, le verdure con i suoi frutti già maturi da raccogliere, le erbe aromatiche dal profumo inebriante e gli alberi da frutto. Ma quelli, che lui sapeva mi attiravano di più, erano i fiori di zucchine, raccolti al mattino presto tutti per me.

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Non é stato cosi’ quest’anno, papa’. Non c’é stato quel tuo lieve sorriso e sguardo sfuggente per nascondere la commozione ad accogliermi. Tu sempre discreto e mai esagerato ma di grande cuore e generoso. Ti ricordo cosi’ ed in tante altre sfaccettature tra quelle che ho anch’io di te.

Ho comprato le zucchine ed i fiori e li ho vestiti con pochi ingredienti, odorati di basilico e li ho presentati a tavola per la mia famiglia ed abbiamo parlato di te.

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Gaufres di zucchine e fiori

Ingredienti Per 6 Gaufres

  • 150 di farina semi integrale
  • 220 ml di latte di mandorla ( latte vaccino se preferite)
  • 30 g di burro fuso
  • 1 uovo grande
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato
  • 1 piccola zucchina
  • 6 fiori di zucchine freschissime*
  • 6 foglie di basilico profumato e fresco*
  • sale e pepe qb

Preparazione

Grattugiare la zucchina e metterla in una ciotola con mezzo cucchiaino  di sale marino, lasciarla riposare per 15 mn.

Setacciare la farina in una terrina, aggiungere il lievito, un pizzico di sale e pepe nero ed il parmigiano.

In una ciotola sbattere l’uovo aggiungere il latte ed il burro fuso e freddo. Versare questo composto liquido nella preparazione precedente. Mescolare velocemente con un cucchiaio di legno.

Lavare la zucchina grattugiata per togliere l’eccesso di sale e strizzarla bene dall’acqua.

Mescolarla nel composto precedente. Lasciare riposare l’impasto per mezz’ora in frigo.

Preparare la gaufriere e portate a temperatura secondo le istruzioni.

Prelevare un cucchiaio abbondante di impasto e versarlo su una metà della piastra ed un secondo sull’altra metà, mettere un fiore di zucchina sopra ed una foglia di basilico, chiudete la parte superiore della gaufriere e fare cuorere per 2/3 minuti, seguendo le istruzioni riportate sul vostro apparecchio.

Finire l’impasto e servire calde con salmone affumicato, con formaggio cremoso, con pomodori o quant’altro  si preferisce gustarele.

* Io non uso lavare i fiori di zucchina e neanche il basilico specie quando so che provengono da giardini sicuri, li strofino molto delicatamente con un foglio assorbente leggermente umido e non tolgo neanche il pistillo all’interno del fiore, mi accerto pero’ che non vi siano animaletti indiscreti.

Prendetevi cura di voi e serene vacanze ❤

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Crostata con bietole, funghi, pomodori secchi e…. un po’ piccante!

Crostata con funghi e erbette

Devo limitare la velocità, devo camminare ma non correre.

Un dolore alle ginocchia, un sintomo, a quanto pare frequente a chi pratica questo sport, mi impone il riposo, o comunque di non sforzare troppo le gambe, questo sport che per mé é diventato, “quasi” indispensabile faccio fatica ad abbandonarlo completamente.

Quattro anni di jogging mi hanno fatto scoprire un mondo che non conoscevo, una capacità di respirare che prima non avevo, un percepire ogni singolo muscolo del mio corpo, ogni piccolo cambiamento, ogni piccolo miglioramento.

E’ una decisione difficile da prendere, rinunciare il mio appuntamento settimanale con l’aria fresca al mattino, con il sole, la pioggia, la neve, con un paesaggio che si fonde tra l’azzurro acceso del cielo ed il verde intenso dei campi e di tutte le sue gradazioni secondo lo scorrere delle stagioni, la mia resistenza , la mia forza e perseveranza.

Ma non mi arrendo, fare i giusti movimenti, degli esercizi mirati a rinforzare i muscoli dell’anca potrebbero aiutarmi a ritrovare la forma giusta e continuare senza insistenza, alternando passeggiate veloci e piccola corsa.

E’ proprio durante queste uscite in libertà e con i miei pensieri più limpidi che riesco a sentire i profumi che poi mettero’ nelle pietanze, a vedere formarsi il set per scattare le mie foto.

C’é il profumo dell’erba fresca, dell’erba secca, tagliata,  della terra bagnata arata e seminata , del muschio, del legno, dei fiori, delle foglie e presto ci sarà anche il profumo del funghi. Non sono ancora pronta a rinunciare a questo, forse non  pronta a rinunciare a questa  libertà e alle sensazioni che mi da questa forma di libertà.

 

La ricetta:

Per la pasta base di questa crostata ho utilizzato una pasta brisé che avevo in congelatore. Ho l’abitudine di congelare grandi quantità di impasti base e non ho l’abitudine,pero’, ahime’!!! di scrivere sopra che tipo di impasto sia. Per cui vi do’ due versioni di pasta brisé che uso fare con frequenza con le quali mi trovo molto bene sia per crostate salate che per crostate dolci.. Un’impasto é con uova e l’altro e senza, comunque tutte le mie paste basi sono all’olio d’oliva e farina di farro, fatte eccezioni ad alcuni momenti di estrema golosità 😉

Prima versione:

  • 150 g di farina di farro
  • 100 g di farina 00
  • 100 ml d’acqua tiepida
  • 20 ml olio extra vergine d’oliva
  • 1 uovo medio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di lievito per torte salate

Impastare tutti gli ingredienti insieme, se l’impasto risulta duro aggiungere un po’ d’acqua, al contrario se risulta troppo morbido aggiungere più farina. Formare una palla liscia e farla riposare temperatura ambiente a campana per 15 minuti. Questa pasta si stende facilmente.

Seconda versione:

  • 200 g di farina di farro
  • 80 ml di acqua fredda
  • 4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 1/2 cucchiaino di sale

Stesso procedimento dell’impasto precedente. lasciare a temperatura ambiente per 15/20 minuti poi stendere in una sfoglia abbastanza sottile. Questa pasta, invece, essendo meno elastica si stende con maggiore difficoltà.

Maggiori dettagli di questi impasti sul foglio da stampare visualizzato giù.

 

Ingredienti per questo il ripieno per uno stampo da 20 cm di diametro e per 4 persone

  • Un cespo di bietole fresche
  • 300 g di funghi porcini o misti ( ho usato funghi  misti surgelati, di freschi non ne ho ancora trovati, purtroppo, attendo con ansia)
  • 1 peperoncino ( facoltativo)
  • olio extra vergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • 6 pomodori secchi
  • sale e pepe
  • parmigiano grattugiato

Ho lavato per bene le bietole. Le ho  tagliate a striscioline, ho tolto parte delle coste , quelle più dure. In una padella ho versato 2 cucchiai d’olio, lo spicchio d’aglio  sbucciato e degermato, ed il peperoncino intero. Ho messo le bietole insaporendole nell’olio per un minuto, ho salato e macinato un po’ di pepe nero. Ho versato poco meno di mezzo bicchiere di acqua tiepida ed ho lasciato cuocere le biete coprendo con un coperchio la padella a fiamma dolce.

Se trovate dei funghi porcini freschi, puliteli e tagliateli a fettine non troppo sottili. Versateli nella padella insieme alla bietola ed aggiungete i pomodori secchi.. Fate insaporire per pochi minuti, salando se necessario.  Potrete aggiungere degli odori, come un rametto di rosmarino e qualche foglia di alloro. Dopo 8 minuti in totale di cottura,  e comunque dopo che l’acqua  sia quasi del tutto evaporata, ho spento la fiamma.

Ho steso la pasta brisé abbastanza sottile e nella misura della tortiera circa 20 cm di diametro. L’ho sistemata su carta forno e nella tortiera. L’ho punzechiata sul fondo con una forchetta , ho cosparso di un bel po’ di parmigiano grattugiato, ho versato la preparazione con le biete ed i funghi intiepidita. Ho ancora aggiunto parmigiano e pepe macinato fresco. Ho tagliato il bordo della pasta eccedente e l’ho sistemato intorno alla tortiera, lasciando la parte centrale libera.

Ho infornato dopo aver acceso e preriscaldato il forno a 200°C. per circa 20/25 minuti. Cospargo di parmigiano grattugiato e servo ancora calda.

Buona  creatività e degustazione.

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le ricette dimenticate – Gelato gusto Malaga

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Prima della partenza,il rito si ripete

Rovisto nell’armadio, cerco vestiti nascosti o accantonati, faccio un defilé personale per verificare che alcuni di essi sono indossabili, altri passati di moda altri che vorrei indossare  ma che non sono più tanto adatti alla mia matura silhouette e mi ostino a conservare, forse, nutro un ‘sentimento’ particolare, non voglio proprio disfarmene , continuo a riporli nell’armadio, in scatole fiorate e profumo di lavanda. Faccio smorfie allo specchio, mi giro da tutti i lati,mi prendo in giro, sono irrimediabilmente cambiata.

E riaffiorano ricordi, sensazioni di un tempo speciale, di spiaggia, di mare, di salsedine insieme ad una punta di nostalgia…forse una grandissima punta di nostalgia.

Poi mi decido, prendo quel che ho, in fondo mi sento bene, sono mediamente soddisfatta di vedermi arrotondato e ho voglia di fare un gelato di quelli vintage, di quelli che non ho mai assaggiato, nonostante li vedevo fare i gelati, mio padre e mia madre, ed io che non ne volevo sapere di aiutarli al bar in estate, ma lo facevo lo stesso.

Gelato Malaga

Un gelato che definivo “strano”, non amavo forse l’uvetta o forse il gusto del rum era troppo forte per quella età. Un gelato che non si fa più che é completamente sparito dalla lista, eppure ora ne ho una grande voglia.

Di gusti strani ce ne stanno in giro, azzardati e molto insoliti, forse il gelato Malaga era questo per me allora, un gusto strano ed insolito, oggi invece é un gelato dimenticato ma che riaffiora prepotente nella mia mente.

Buone vacanze che siano felici e ricche di sole, sorrisi e libertà.

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Gelato Malaga ( ricetta tratta dal’inserto della gelatiera Simac e adattata secondo i miei gusti)

  • 350 ml di latte ( di soia per me)
  • 200 ml di panna fresca
  • 3 tuorli
  • 1 albume
  • 60 g di zucchero di canna chiaro
  • 20 g di miele liquido
  • 50 g di uvetta
  • 30 ml di rum ambrato
  • 1/2 stessa di vaniglia

Per prima cosa mettere in una ciotola l’uvetta con il rum e lasciarla ripoare per almeno mezz’ora.

In una terrina ho montato i tre tuorli con lo zucchero. Mentre in una casseruola ho versato il latte di soia aggiungendo la stecca della vaniglia divisa in due nel senso della lunghezza, ho portato a bollore a fiamma dolce. Ho tolto la stecca della vaniglia e fatto cadere i semini nel liquido.  Ho versato a filo il latte sempre mescolando nei tuorli ben montati, ho poi rimesso su fiamma, ho aggiunto la panna e l’albume leggermente sbattuto. Ho portato a bollore molto lieve per un minuto. Ho lasciato intiepidire. Ho preparato poi la gelatiera secondo le istruzioni e versato la crema, l’uvetta con il rum ed il miele. Ho eseguito le istruzioni della mia gelatiera, circa 25 minuti ed il gelato é pronto. L’ho poi messo in una vaschetta e in frizeer per almeno due ore prima di consumarlo.

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