Panna cotta al latte fermentato con polpa di susine e liquore all’anice

Panna cotta mirabelle

Fino a quelche anno fa non amavo mangiare per nulla  dessert a base di creme. Non mi sentivo soddisfatta, una semplice crema che si scioglie cosi’ facilmente in bocca lasciando solo un gusto troppo dolce e nessuna sensazione di conforto come invece da una buona e consistente fetta di torta magari al cioccolato o alle mele le mie preferite.

Poi via via, cambiano le cose, cambia il metabolismo, cambiano i desideri ed i gusti prendono direzioni diverse, sempre rimanendo tra i miei dolci  preferiti, la semplice fetta di torta alle mele, qualche volta mi piace affondare il cucchiaio in una créame brulée o in una panna cotta oppure un tiramisu’ sopratutto alla fine di un pasto leggero.

Ho approfittato nel periodo estivo proprio per preparare questi dolci delicati e quasi ogni giorno ce  n’era uno differente dall’altro.

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Al rientro dalle vacanze ho poi continuato che, ormai,  la mia piccola famiglia abituata ad avere un dessert leggero a fine pasto me lo richiedeva con convincimento.

Uno di quest’ultimi é la panna cotta con il latte fermentato che utilizzo per fare il soda bread o altre ricette americane, non me ne privo mai, ahimé, per cui avendo letto sul web una ricetta di panna cotta che la conteneva ho voluto provare e per renderla meno acida, dato il gusto particolare del latticello, ho aggiunto nella crema di panna della purea di susine alla vaniglia,

Un buon risultato che cambia dalla solita panna cotta servita in genere con coulis di frutta, questa la contiene e ne vale la pena provare e poi mi sembra un’ottimo dessert di inizio autunno. Ovviamente le susine possone essere sostrituite con altra frutta, di stagione.

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La ricetta

Panna cotta con latte fermentato polpa di susine e liquore all’anice

  • 200 ml di crema di panna
  • 100 ml di latte fermentato
  • 100 g di polpa di susine
  • 3 fogli di gelatina alimentare
  • 2 cucchiai di liquore all’anice
  • 1 cucchiaino di semi di vaniglia ( o estratto di vaniglia liquida)
  • 3 cucchiai di miele ( anche 4 se preferite più dolce)

Ho lavato e bene le susine e poi snocciolate le ho mixate in un robot ( va bene anche il minipimer) Le ho mescolate con la panna messe in un pentolino e portate a bollore leggermente per un minuto. Ho spento la fiamma e lasciato in infusione per 20/30 minuti. Poi l’ho passata atteaverso un colino fitto per renderla ben liscia e setosa.

Ho messo la gelatina in acqua fredda. Ho Versato in un pentolino il latte fermentato e vi ho mescolato il miele la panna cotta filtrata ed ho portato a bollore, un minuto mescolandovi la gelatina ben strizzata. Ho spetto la fiamma ed ho infine aggiunto i due cucchiaia di liquora all’anice. ( mi piaceva sentirne tutto il suo profumo) ma se preferite evitare il sentore dell’alcool potrete mettere il liquore mentre la crema é in ebollizione)

Ho, infine, distribuito nelle ciotoline, lasciando la panna cotta leggermente intiepidirsi e riservato in frigo per almeno 4 ore.

Felice degustazione e buona giornata

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Crostata con frolla agli amaretti,formaggio montato al miele e fichi freschi, Piccole pere al forno con sciroppo di vino e grosse briciole di frolla e la mia Estate

Crostata di frolla agli amaretti con fichi freschi

Perché le giornate sono lunghe, c’é tanta luce ed il tepore che invade fin dalle prime ore del mattino sono per me benefiche.

Perché amo sentire la mia pelle calda, vederla dorarsi leggermente e non ho bisogno di nascondermi le occhiaie, scompaiono da sole.

Perché adoro l’odore del mare , i piedi bagnati per ore, il sapore del sale ed i granelli di sabbia.

Perché la casa profuma di frutta fresca, la più buona, maturata al sole, mangiarne a volontà e berne fino a dissetare tutti i pori.

1-tarte frolla amaretti con crema panna e philadelphia e fichi

Perché vedo i sorrisi sui volti della gente, la calma nelle ore pomeridiane e le cicale cantare, gli alberi ricchi di verde,la terra scottata dall’instacabile sole, i colori dell’alba e del tramonto, l’infinito mare.

Perché amo i vestiti leggeri appena che sfiorano la pelle ed mio mio cappelo, il latte di mandorla freddo ed il sudore, la piccola fontana del paese e le mani nell’acqua fresca, gli schizzi per scherzo, poi per ristorarsi.

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Perché poi, amo anche i temporali, che lavano addosso la polvere, il profumo che si espande dalla terra troppo calda, il cielo che si inscurisce di grosse nuovole e che riaccende la voglia di raccogliersi, di ripararsi.

Amo queste e ….tante e tante altre piccole cose che solo in estate si possono percepire, toccare, osservare,respirare.

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Crostrata di frolla agli amaretti con crema di formaggio e fichi verdi

ingredienti frolla

  • 230 g di farina
  • 100 g di burro freddo
  • 1 uovo
  • 80 g di amaretti sbriciolati finemente
  • 50 g di zucchero di canna
  • 1 pizzico di sale

per la crema

  • 50 g di formaggio philadelphia
  • 200 g di panna da montare
  • 4 cuchiai di miele millefiori
  • due cucchiai di confettura di fichi o altra confettura
  • il succo e le zeste di un limone bio
  • fichi freschi

Ho preparato la frolla mescolando velocemente gli ingredienti, senza lavorare troppo l’impasto. Dopo aver formato una palla che ho leggermente appiattito e ricoperta di film alimmentare l’ho riposta in frigo per 20/30 minuti.

Nel frattempo ho preparato la crema. In una ciotola ho mescolato il miele con il formaggio philadelphia, a parte ho montato la panna fresca e l’ho poi incorporata delicatamente al formaggio philadelphia, ho aggiuntole zeste del limone ed il suo succo. Ed ho riposto la crema in frigo.

Ho preso la pasta frolla e l’ho stesa su foglio di carta forno e l’ho disposta in uno stampo di 20 cm di diametro, ho bucherellato sul fondo con una forchetta e sistemato un disco di carta forno e poi ricoperta di fagioli secchi l’ho infornata a 200°C. per 15/20 minuti circa. L’ho poi lasciata raffreddare.

Al momento di servire il dolce ho spalmato due cucchiai colmi di confettura di fichi verdi addizionta di un cucchiaio di succo di limone ( oppure altra confettura da voi preferita) la crema di formaggio e delle fichi verdi appena colte dall’albero, un filino di miele e servita immediatamente.

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Piccole pere

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Piccole pere in sciroppo di vino rosé

Pere piccole al forno con sciroppo di vino rosé e grosse briciole di biscotti

Ingredienti per sei persone

Piccole pere circa 600 g. calcolare 3 piccole pere a testa

2 cucchiai di zucchero a velo

un limone

per lo sciroppo di vino

  • 200 ml di vino roseé secco
  • 100 g di zucchero di canna chiaro
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per le grosse briciole come misura ho utilizzato una tazza da cappuccino

  • 1 tazza di farina di farro chiara
  • 1 tazza di farina di mandorle
  • 1/2  tazza di zucchero di canna chiaro
  • un pizzico di sale
  • 60 g di burro morbido
  • la buccia di un limone bio grattugiata
  • un cucchiaino d’estratto di vaniglia

Ho acceso il forno a 200°C. Ho messo le piccole pere in uno stampo e le ho irrorate con il succo di un limone e cosparse di zucchero a velo. Le ho infornate per 20 minuti, poi le ho lasciate in forno spento per 15 minuti ancora per farle confire.

Intanto ho preparato lo sciroppo di vino.

Ho versato il vino in un pentolino e l’ho portato a bollore, con un fiammifero acceso ho fatto evaporare l’alcool contenuto ( flambé) poi ho versato lo zucchero e la vaniglia. Ho fatto sobbollire finché si é ridotto della metà e diventato sciropposo. Ho lasciato raffreddare completamente.

Poi ho preparato le briciole

Ho mescolato le farina con lo zucchero, il pizzico di sale, la buccia del limone e l’estratto della vaniglia, ho incorporato poi il burro morbido formando un’impasto compatto non troppo colloso, nel caso aggiungete poca farina. Ho acceso il forno a 200°C. – Ho rivestito una teglia con carta forno ed prelevando pezzetti di impasto le ho sistemati sulla placca senza troppo dare importanza alla forma. Ho infornato per 15/20 minuti, finché la parte superiore diventi leggertmente dorata. Poi li ho lasciati raffreddare.

Ho servito le piccole pere con lo sciroppo di vino e le grosse briciole dolci.

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le ricette dimenticate – Gelato gusto Malaga

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Prima della partenza,il rito si ripete

Rovisto nell’armadio, cerco vestiti nascosti o accantonati, faccio un defilé personale per verificare che alcuni di essi sono indossabili, altri passati di moda altri che vorrei indossare  ma che non sono più tanto adatti alla mia matura silhouette e mi ostino a conservare, forse, nutro un ‘sentimento’ particolare, non voglio proprio disfarmene , continuo a riporli nell’armadio, in scatole fiorate e profumo di lavanda. Faccio smorfie allo specchio, mi giro da tutti i lati,mi prendo in giro, sono irrimediabilmente cambiata.

E riaffiorano ricordi, sensazioni di un tempo speciale, di spiaggia, di mare, di salsedine insieme ad una punta di nostalgia…forse una grandissima punta di nostalgia.

Poi mi decido, prendo quel che ho, in fondo mi sento bene, sono mediamente soddisfatta di vedermi arrotondato e ho voglia di fare un gelato di quelli vintage, di quelli che non ho mai assaggiato, nonostante li vedevo fare i gelati, mio padre e mia madre, ed io che non ne volevo sapere di aiutarli al bar in estate, ma lo facevo lo stesso.

Gelato Malaga

Un gelato che definivo “strano”, non amavo forse l’uvetta o forse il gusto del rum era troppo forte per quella età. Un gelato che non si fa più che é completamente sparito dalla lista, eppure ora ne ho una grande voglia.

Di gusti strani ce ne stanno in giro, azzardati e molto insoliti, forse il gelato Malaga era questo per me allora, un gusto strano ed insolito, oggi invece é un gelato dimenticato ma che riaffiora prepotente nella mia mente.

Buone vacanze che siano felici e ricche di sole, sorrisi e libertà.

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Gelato Malaga ( ricetta tratta dal’inserto della gelatiera Simac e adattata secondo i miei gusti)

  • 350 ml di latte ( di soia per me)
  • 200 ml di panna fresca
  • 3 tuorli
  • 1 albume
  • 60 g di zucchero di canna chiaro
  • 20 g di miele liquido
  • 50 g di uvetta
  • 30 ml di rum ambrato
  • 1/2 stessa di vaniglia

Per prima cosa mettere in una ciotola l’uvetta con il rum e lasciarla ripoare per almeno mezz’ora.

In una terrina ho montato i tre tuorli con lo zucchero. Mentre in una casseruola ho versato il latte di soia aggiungendo la stecca della vaniglia divisa in due nel senso della lunghezza, ho portato a bollore a fiamma dolce. Ho tolto la stecca della vaniglia e fatto cadere i semini nel liquido.  Ho versato a filo il latte sempre mescolando nei tuorli ben montati, ho poi rimesso su fiamma, ho aggiunto la panna e l’albume leggermente sbattuto. Ho portato a bollore molto lieve per un minuto. Ho lasciato intiepidire. Ho preparato poi la gelatiera secondo le istruzioni e versato la crema, l’uvetta con il rum ed il miele. Ho eseguito le istruzioni della mia gelatiera, circa 25 minuti ed il gelato é pronto. L’ho poi messo in una vaschetta e in frizeer per almeno due ore prima di consumarlo.

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