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Buona Lettura!!!

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Lettera a Babbo NATALE -Lettre au Pére NOËL

Babbo Natale

Caro Babbo Natale

mancano pochi giorni a Natale ed io non ti ho ancora scritto la mia lettera…infondo é da tanto che non ti scrivevo più , già…é da tempo che i miei sogni non sono più quelli di una bambina, vorrei ma….ma il tempo passa e passano anche davanti a me tante cose belle come vedere gli occhi scintillanti, vivaci e curiosi dei miei figli ma anche tante altre meno belle, come gli occhi di altri bimbi che piangono, di troppi bambini.

Babbo Natale

Non posso essere completamente felice in questo giorno, non riesco più a restare lontana da un pensiero che mi angoscia….penso che il Natale é un giorno in cui tutti debbono avere gioia, serenità; guardandomi intorno vedo che non é cosi’, ancora non é cosi’, e chissà mai se lo sara un giorno per tutti su questa terra. In questi giorni, ma anche sempre, tutti i bimbi dovrebbero gioire, stare con le loro mamme, abbracciare un’orsetto, essere al sicuro, al calore di una casa, di una famiglia, tutti i bimbi hanno diritto ad un pasto caldo, ad un magliocino soffice al profumo di pulito a delle braccia che li avvolgono e li proteggono. Caro Babbo Natale non é cosi’, oggi avevo previsto di usare questo post per una ricetta, per delle ciambelline alla vaniglia, con tanto zucchero velato ,quelle che piacciono molto ai bimbi e che possono facilmente prendere con le loro piccole manine…avevo deciso ma….ho cambiato idea, non ho piu fatto le ciambelline, anzi, si le ho fatte, virtualmente, ho moltiplicato per 100 gli ingredienti della ricetta e le ho regalate a quanti più bambini possano mangiarne almeno una, almeno una che li possa fare, giusto un piccolo istante, scordare della loro mancata libertà, per il resto….caro babbo Natale, proteggili anche tu e fagli trovare amore sotto l’albero.

Aderisco all’iniziativa di Andrea Matranga E’ natale per tutti i Bambini e di Cookinginrome di Chocolat

UNICEF – per sostenere i bambini nel mondo

En français s’il vous plait
My creation
Cher Père Noël,
C’est bientôt Noël et je n’ai pas encore écrit ma lettre…c’est vrai qu’il y a longtemps que je ne t’ai plus écrit !!!…peut-être parce qu’il y a bien longtemps que je n’ai plus de rêves d’enfants, j’aimerais tant mais…mais le temps passe et je vois tant de belles choses défiler devant moi, comme les yeux étincelants, vifs et curieux de mes enfants! Malheureusement je vois aussi défiler d’autres choses beaucoup moins belles , comme les regards pleins de larmes de tous ces enfants, de cette multitude d’enfants.
Je ne peux pas être complètement heureuse en ce jour avec cette pensée qui m’angoisse constamment …L’ idée qu’à Noël nous devrions être tous heureux, sereins, mais quand je regarde autour de moi, je vois que ce n’est pas le cas e je me demande si cela le sera jamais!
Durant ces jours de fêtes, tous les enfants devraient pouvoir profiter de la joie d’être en famille, avec leurs mamans, ils devraient pouvoir serrer dans leurs bras leur ours préféré, se sentant bien protégé dans leur maison. Tous les enfants du monde devraient avoir un endroit òu ils seraient au chaud, dans des vêtements propres et parfumés, enveloppés dans les bras solides de leurs parents..
Cher Père Noël tout cela n’est qu’une utopie dans la plupart des cas, et moi, qui devrais utiliser cet espace pour une recette de beignets à la vanille, avec beaucoup de sucre, le sucre qui plait tant aux enfants, le sucre qu’ils peuvent prendre avec leurs petites mains… j’ai changé d’avis, parce qu’en fait c’est comme si avec le cœur, je les avais déjà cuisinés en multipliant, virtuellement, par 100 tous les ingrédients, rêvant peut-être de pouvoir en offrir au moins un à chaque enfant pour qu’il puisse ,ne serait-ce qu’instant , oublier leur tristesse et leur souffrance…
Cher Père Noël, protège les et fais qu’ils trouvent au moins un peu d’amour sous leur arbre de Noël..
UNICEF – un aide pour tous les enfants du monde

Babbo Natale

Merci Marinella

Per "l’amore" di una mamma e la dignità del suo bambino.

Tanta solidarietà per Barbara e tanta rabbia e sdegno per qui violenta anche nella più minuscola forma i bambini, perché non é mai piccola la violenza.

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di AssagoMi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.Ho pianto. Dal dolore.Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.Firma.