Pici di zucca con pesto di carciofi

Pici alla zucca con pesto di carciofi e mandorle
Pici alla zucca originally uploaded by via delle rose
Ho un piccolo quaderno che porto sempre con me, dove i miei appunti sono esclusivamente o quasi, di cucina,ricette,ingredienti. Ho una cartellina, gialla, che porto sempre con me, dove il contenuto é esclusivamente di copie e stampe di ricette vostre, quelle che mi prefiggo di fare nei giorni successivi. Spesso i miei commenti nei vostri blog, sono di provare quasta o quell’altra ricetta ,l’intezione é reale, ma capita che per diversi ragioni, tra le quali ,la cartellina gialla é supercarica di copie e mi trovo con un’imbarazzo notevole nel scegliere la ricetta da ripetere , perché tutte le vorrei fare. Una di queste é stata la sua e dovendomi sbrigare per parteciare al concorso di fiordisale , che avevo in mente già da un po’, ho subito ripensato alla ricetta e l’idea mi sembrava perfetta per abbinare il mio pesto di carciofi.
Pesto di carciofi e basilico
Pesto di carciofi e mandorle originally uploaded by via delle rose
Tutti gli ingredienti erano già nella mia borsa di paglia l’unico che mancava all’appello era la “chitarra”….non lo strumento musicale, che non é neanche il mio preferito, ma l’attrezzino per fare gli spaghetti, ho pensato di fare delle tagliatelle, ma la cosa nn mi convinceva,non posso fare sempre concorrenza a mio marito, che é sempre li’ che mi suggerisce,questo và bene,questo non và bene… volevo fare degli spaghetti….ma ecco che mi viene in mente un’oggettino comprato in vacanza a Montepulciano, come al solito abbandonato chissà in quale angolo della cucina. Corro a casa e mi organizzo dopo aver rovistato dappertutto e finalmente eccolo….il matterello con le righe per fare i pici, é arrivato finalmene il momento di gloria ed anche il mio, perché ho amato moltissimo questa pasta e sono proprio contenta di averla fatta grazie al consiglio della bravissima Lory.
Pici alla zucca con pesto di carciofi e mandorle
Pici alla zucca originally uploaded by via delle rose

Occorre per la pasta:

750 g. di zucca gialla

farina bianca qb

poca semola di grano duro

sale
1/2 uovo (io ne ho messo uno intero, non sapevo come utilizzare l’altra metà, scusa Lory)
My creation

Pici alla zucca originally uploaded by via delle rose
Il procedimento é qui, da Lory troverete esattamente come impastare la pasta potrete fare sia degli spaghetti alla chitarra (se l’avete) o degli spaghetti tagliati con il coltello, operazione un po’ difficile oppure andare a Montepulciano e comprare il matterello rigato per fare i Pici

Pasto di carciofi
Pesto di carciofi e mandorle originally uploaded by via delle rose

Per il pesto ai carciofi:

150 g. di carciofini sott’olio

20 g. di basilico fresco

30 g. di polvere di mandorle

1 cucchiaino di fleur de sel au piment d’Espelette ( oppure, sale normale con un pezzetto di peperoncino)

1 cucchiaino di senape in grani (moutarde à l’ancienne)

olio d’oliva

1/2 succo di un limone

Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e ridurre a crema, aggiustare di sale e aggiungere abbastanza olio per rendere la crema morbida. Si puo’ conservare in frigo per una settimana in vasetto ben chiuso , oppure congelare in piccole quantita in bicchierini, tipo quelli del caffé.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e appena cotta, circa 15 minuti, metterla, lasciando un po’ d’acqua di cottura, in una larga padella ed aggiungere abbondante pesto, amalgamare bene e servire con delle mandorle a filetti grigliate in una padellina. Se preferite del parmigiano fate pure, anzi potrete praparare la fonduta di parmigiano di Lory per meglio accentuare il sapore…buono,buono di questa pasta.
My creation

Pesto di carciofi e Pici alla zucca originally uploaded by via delle rose
Questo post partecipa al concorso di Fordisale Concorso miglior pesto Fantasy

Concorso Pesto 2008
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Memorie…la frittata di patate ed una storia d’amore infinita

Frittata di patate alla Calabrese
Frittata di patate originally uploaded by via delle rose

Avevo 11 anni, quando mia nonna ci ha lasciati, me la ricordo bene la mia nonna, la mamma del mio papà. Ha vissuto con noi da quando sono nata, lei era sempre seduta per via dei dolori alle gambe e per tanti piccoli altri acciacchi dell’età. Era una grande donna la mia nonna, é riuscita a portare avanti una famiglia mumerosissima, 2 figli suoi, di un primo matrimoni, 6 figli di mio nonno del suo primo matrimonio, e altri 7 figli insieme. Proprio tanti he!! di quei tempi poi difficili della guerra prima e del dopo guerra poi. Mio padre ci raccontava da piccoli, le grandi difficoltà e la fame della sua giovinezza, grazie al lavoro della terra ed alle capacità della nonna riuscivano a dividersi un piatto caldo di minestra e del pane quasi tutti i giorni. La mia nonnina, ricordo era molto brava in cucina, mi ha dato degli insegnamenti, mentre restavo a casa a badare a lei ed ai miei due fratelli più piccoli, mentre mia mamma andava a lavorare. Ricordo come mi indicava,passo per passo, gli ingredienti per fare la salsa di pomodoro, come fare la pasta, come cuocere i ceci e i fagioli. Ricordo che avevamo una cucina a legna, bellissima, che riscaldava anche la casa, anzi solo la cucina, il resto delle stenze erano fredde, ghiacciate. Ricordo che si metteva la legna tagliata piccola dalla finestrina, che c’era la griglia sopra a cerchi e vi si metteva una pentola d’acqua e a fianco a cuocere dolcemente i lugumi. Tutti i giorni c’era una pentola di coccio sulla griglia con dentro i legumi, non ci si poteva permettere di sprecare il fuoco a vuoto, oltre che a riscaldarci, ci si cucinava e ricordo il vapore che fuoriusciva dal coperchio di coccio, dei legumi profumati all’alloro che invadeva la casa. Ho imparato cosi’ a cucinare, con lei, mia nonna che mi suggeriva, avvolte vicina in cucina, avvolte seduta nella sua stanza perché sempre più stanca e anziana. Ero piccola e ricordo che non troppo mi piaceva restare a casa il sabato e la domenica, mentre le mie amichette erano fuori a giocare, avvolte, facevo dispetti alla nonna, scappavo nel giardino per stare all’aria aperta e la lasciavo da sola, la sentivo chiamare, magari perché aveva bisogno di un bicchiere d’acqua o perché si preoccupava se mi fosse capitato qualcosa. Ma quella nonnina mi ha lasciato tanto, mi ha trasmesso l’amore per la cucina, per gli ortaggi, per gli animali, per i profumi, le erbe aromatiche coltivate nel giardino, la frutta fresca raccolta dall’albero, mi ha insegnato ad avere rispetto per il cibo , per i prodotti semplici della terra , cosi’ come meritano rispetto i contadini che li coltivano con fatica e dedizione.
Tanti sono i profumi della mia memoria, ma i piatti sono quelli semplici senza troppi condimenti solo aromi naturali regalati dal giardino e l’inconfondibile profumo della legna, del fuoco, la cucina di una volta aveva quel restrogusto di affumicato che rendeva quei semplici piatti unici.

Frittata di patate alla Calabrese
Frittata di patate originally uploaded by via delle rose

Uno dei quali che ricordo particolarmente ,non mi era concesso fare,dato il rischio che potevo correre nel prepararlo, era la frittata di patate , cotte nella padella di ferro, quella pesante a fiamma dolce per una cottura lenta, per poter rendere quelle fettine di patate morbide dentro e con una crosticina croccante e dorata e quel gusto leggero di affumicato che lasciavano le fiamme della legna, quando si alzavano venedo a contatto con l’olio che fuoriuscia nell’attimo di girare il tortino e muovendo la paella per non farlo attaccare al fondo, ci si metteva dentro del pecorino, avvolte dei peperoni tagliati a striscioline, il profumo era inebriante, i vicini di casa ne percepivano l’odore anche a finestre chiuse. Era brava la mia mamma a prepararla con attenzione e , noi piccoli, co l’acqualina in bocca che saliva fino al momento, finalmente, di scottarci la lingua per gustare questo piatto finito.

Difficile oggi, ritrovare quel gusto, anche se mi capita di farla e non spesso, il ricordo resta pertanto vivo ed indimenticabile, forse é proprio cosi’ che é nata la mia storia d’amore con la cucina.

Ricotta calabrese affumicata
Ricotta affumicata originally uploaded by via delle rose

Ingredienti: Patate a pasta bianca, origano,farina, formaggio pecorino ( io ho usato la ricotta affumicata) ,sale, pepe , abbondante olio evo.

Preparazione:

Ho sbucciato le patate ( 5 grosse patate) e le ho tagliate a fette rotonde non troppo sottili mettendole sotto sale per circa 20 minuti.

In una ciotola e, dopo aver scolato le patate ,le ho infarinate fetta per fetta. In una padella alta e antiaderente, ho sistemato le fette di patate formando un primo strato ben compatte, una vicina all’altra.Poi un successivo strato ho cosparso un po’ di ricotta affumicato o di parmigiano, o di pecorino e l’origano , oppure tutti insieme i formaggi. Ho continuato a formare strati di patate fino a terminarle alternado sempre con il formaggio e con l’origano. Ci si puo’ aggiungere anche del peperocino piccante.Per compattare meglio la frittata l’ho pressata appogiandovi sopra un coperchio e l’ho fatta cuocere a fuoco lento per circa 1 ora. Ho girato la frittata, da entrambe le parti a metà cottura per rendere croccanti gli strati superiori. Servire caldissima.

Frittata di patate alla Calabrese
Frittata di patate originally uploaded by via delle rose
Grazie a Lo per avermi illuminato la memoria con il tuo invito e poter partecipare allo stesso tempo al concorso “Vi regalo una storia d’amore” del Cavoletto.

Qualcosa degli anni ottanta……..

…….Che casa facevo negli anni ottanta? E’ la domanda che mi sono posta al richiamo di Salsadisapa con l’invito di presentare una ricetta anni ’80’ restyling . Di quegli anni,non ho molta memoria di ore passate ai fornelli in quell’epoca , anche se la cucina mi appassionava, cucinavo….si quanche volta come la domenica o avvolte il sabato…ero una “giovinetta” se cosi’ si puo’ dire, avevo compiuto i miei primi 30 e mi sentivo informissima…facevo follie con le amiche ed ero single, quindi facevo proprio la bella vita…uscite,discoteca,viaggi…quello che mi ricordo di quegli anni in fatto di cucina erano le serate passate nelle paninoteche a mangiare le patatine fritte e gli hot dog…ma anche tante pizzerie, la pizza di quel periodo era al prosciutto crudo e rucola anzi rughetta , la prima volta credo di averla assagiata a Roma…buona!!!!..ricordo…poi c’erano i matrimoni dove si arricchivano le portate di antipasti con gli assagini vari, verdurine e mini beignet fritti, cocktel di gamberetti immancabile, prosciutto e melone, ed i famosi tre primi di pasta , sempre assagini…dove spiccavano il risotto ai frutti di mare, le fettuccine paglia e fieno, e le lasagne tradizionali…guai a togliere la pasta al forno dal menu’ dei nostri matrimoni al sud.. dopo di cio’ ci si cominciava ad allentare la cintura (gli uomini) e ad alzarsi dai tavoli…(noi donnine) non ne potevamo più…ricordo i camerieri portare i resti degli assagini per proporre il bis….ma ai tavoli non c’era più nessuno, tutti fuori in giardino a sonnecchiare…oggi le cose sono un po’ diverse…per certi versi…si continua ad abbondare nel menù…sopratutto al sud…ma i ristoranti propongono nuove pietanze con nuovi profumi e nuovi ingredienti…sempre restando fedeli al tris di pasta, tipo , ” tulipani farciti alle melanzane” come dei ravioli di pasta fresca a forma di tulipani, cavatelli alla crema di granchi e spinaci, ….molto buoni…e risotto alle rose…(l’ultimo mio matrimonio risale a qualche anno fa’). Prendendo spunto e memoria ,dunque di questo tipo di menu’ propongo il mio tris di primi tenendo presente la stagione e quindi utilizzando i prodotti freschi reperibili e associando il tutto al nuovo modo di mangiare delicato con pochi grassi e sopratutto gusti nuovi degli anni 2000 da che la nostra cucina si é arricchita di sapori e profumi provenienti dalle nuove culture orientali.

Tris di Primi

1) lasagnette rosa alle zucchine e polvere di Mimolette

2) Riso al vapore profumi d’oriente

3) Paglia e Fieno con perle di parmigiano e crema di basilico rosso

Tris di primi

Un post per ogni ricetta per avere una descrizione più chiara delle singole pietanze.