Cannelloni con resti di arrosto di maiale


CannelloniE si, non si butta via nulla del maiale , é quello che ho sempre sentito dire a casa, quando era il tempo in cui il maiale si uccideva e macellava sotto il portico di casa nostra, ed io me ne stavo chiusa in camera perché non lo sopportavo e non mangiavo assolutamente nulla di quella povera bestia che lanciava urla da far tremare i vetri delle finestre. 

Si uccideva al mattino presto ed era quasi sempre una giornata umida, piovosa, grigia , triste, fatta apposta per condannare il maiale alla sua sorte.

Mi rifiutavo di partecipare alla sua esecuzione ed al seguito della preparazione di tutta quella carne che mi impressionava, fino a che almeno per una settimana non fosse sparito tutto e ridotto a salsicie, polpette,braciole e ad altre conserve che servivano per essere presentati in tavola in momenti di festa e di riunioni familiari.

E’ passato tanto tempo da quei “tempi” e forse oggi sono pochissime le famiglie che ancora praticano questo specie di rito che per me era macabro, anche se poi alla fine, certo, salsiccie, polpette e braciole le mangiavo pure molto volentieri.

Il gusto di quella carne ormai non é più uguale ed i maiali oggi per la maggior parte vengono allevati in grandi stalle tutti ammucchiati, legati e non certo in degne condizioni. Se solo si fa una ricerca sul web a trovare informazioni di come tutto il processo di allevamento avviene e di come vengono trattati per poi arrivare all’abbattimento si perde di certo la voglia di mangiare questa carne.

Allora ne deduco che il metodo usato dalla mia famiglia e, di qualche famiglia ancora oggi, sia proprio di gran lunga il miglior modo di trattare il maiale e che se devo comprare questa carne é da allevamenti biologici dove  sia garantita la  libertà dei movimenti, in spazi adeguati alla loro natura.

Comprare carne di maiale biologico costa di più, ma c’é qualità, c’é sapore e garanzia e rispetto della specie ed anche passione di chi si impegna a mantenere in alto le tradizioni. E poi del maiale non si butta via nulla 🙂

Cannelloni con resti di arrosto di maiale

Ingredienti per 4 persone

  • 12 rettangoli di sfoglie di pasta fresca
  • 6 fette di arrosto di maiale ( circa 600 g)
  • 2 grosse carote
  • 2 coste di sedano
  • 1/2 cipolla bianca
  • 75 cl. di brodo di carne o brodo vegetale
  • 2 pomodori pelati
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • olio evo
  • 20 g di burro
  • parmigiano
  • sale e pepe
In una pentola larga e antiaderente versa dell’olio 3/4 cucchiai ed il burro, fai rosolare le carote tagliate a rondelle ed il sedano a cubetti. Aggiungi la cipolla a fette e fai insaporire per 3/4 minuti.
Sfilaccia la carne e mettila insieme alle verdure soffritte, mescola e aggiungi sale se necessario e pepe. Abbassa la fiamma e lascia insaporire il tutto per un minuto.  Elimina dalla padella verdure e carne lasciando sul fondo il loro condimento. Schiaccia i due pomodori con una forchetta e mescola il cucchiaio di concentrato di pomodoro, diluisci con poco brodo e versa nella pentola, alzando la fiamma. Aggiungi il resto del brodo copri e fai ridurre la salsa di 1/3 cuocendo a fiamma bassa per 10 min.circa in tal modo che i succhi siano ben concentrati.
Cuoci le sfoglie in abbondante acqua salata e procedi facendole bene asciugare su di un canovaccio.
Mescola nel ripieno 2/3 cucchiai di parmigiano grattugiato e distribuisci il composto sui rettangoli di sfoglia formando i cannelloni.
Prepara una pirofila imburrata e versa poca salsa sul fondo, metti i cannelloni e copri con la salsa e una spolverata di parmigiano. Inforna a 200°C. per 20/25  minuti. Servi immediatamente

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8 pensieri riguardo “Cannelloni con resti di arrosto di maiale

  1. Ciao Patrizia!! ma lo sai che mio zio ancora oggi, acquista il maiale dai suoi amici allevatori e i compagnia di amici e parenti per dei gironi si occupa di macellare la carne. Così noi ci ritroviamo a consumare salame e coppa squisiti e genuini. In più il 31 dicembre il nostro cotechino è fatto in casa…impossibile paragonarlo ad altri cotechini. I tuoi cannelloni mi hanno fatto tornare in mente i miei preferiti. Li gustavo a Bastia, con i miei genitori, prima di andare all’imbarco al porto. Ricordi bellissimi! Un abbraccio a te e buon fine settimana, Vale

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    1. Valentina…bellissimi ricordi anche i tuoi e fortunati ora chi risce ancora a mantenere questa tradizione, per noi “nuova” generazione é difficilissimo cimentarsi in quel che erano capaci allora i nostri genitori, coraggiosi ma anche dettati dalle difficoltà economiche di quei tempi, e l’arte del conservare era il loro inno giornaliero. Verissimo oggi impossibile paragonare quei sapori e profumi….grazie!!!

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  2. Patrizia ma quanti anni hai? Me lo ricordo anch’io quando in casa mia si parlava di “ammazzare il maiale”! Credevo che tu fossi moooolto più giovane di me. Anch’io ricordo bene quando a casa mia veniva “un uomo” e faceva salsiccie….altre cose ed il migliaccio. E mi diceva “Senti bambina, senti com’è buona questa carne cruda”! Poi quando seppi che il migliaccio era fatto con il sangue….beh, non ti dico! Col cavolo che riuscivano a farmelo mangiare. Poi il tempo passa, ora riuscirei anche ad assaggiare la carne crudo con cui si facevano le salsiccie ed il migliaccio non lo mangio perchè non mi piace ma non perchè mi fa “senso”.
    E’ vero, del maiale non si butta niente, giusto! L’ho sentito dire all’infinito.
    Un abbraccio

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    1. Merisss non sono giovanissima dai…cmq in Calabria si fa ancora, o meglio qualche famiglia riesce ad ammazzare il maiale e a farsene provviste, é un lavoro da “anziani” per cui la tradizione via via sta scemando io non sare proprio capace nonostante c’ero anche se bambina 🙂 grazie del tuo bel racconto e approposito del migliaccio si anch’io ricordo che si faceva mi piaceva il profumo ma non riuscivo mai ad assaggiarlo!!

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